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Una crescita solida dell'Eurozona
sostiene gli immobili commerciali

Di Pierpaolo Molinengo

Le previsioni, formulate da molti, di un andamento negativo dell’economia dell’Eurozona per tutto il 2016 e per il 2017, dovuto alle incertezze politiche derivanti dalla Brexit e dalle elezioni in Olanda e in Francia, non si sono concretizzate. Al contrario, le stime pessimistiche si sono rivelate ben lungi dalla realtà e il CITI Surprise Index per l’Eurozona (che misura gli scostamenti tra le aspettative sui dati economici ad alta frequenza e i dati effettivi) ha superato quota +40 ogni mese dall’ottobre dello scorso anno.
Tale andamento superiore alle attese ha indotto i commentatori e i decisori politici a rivedere al rialzo le stime di crescita. Tuttavia, per stabilire quanto queste previsioni più ottimistiche siano giustificate, secondo RICS è importante valutare la sostenibilità dei driver sottostanti l'attuale ripresa.
Di fatto, la ripresa ha cominciato ad acquisire slancio nel 2015, sostenuta dal rafforzamento della domanda domestica. Infatti, da allora sia la spesa al consumo sia gli investimenti hanno registrato ottimi progressi in ciascun trimestre. Per quanto riguarda il futuro, dati gli ampi margini di aumento dell’occupazione prima che l’economia raggiunga la piena capacità, la crescita dei consumi resterà probabilmente sostenuta per i prossimi due anni.
Nei prossimi tre anni, si prevede che gli affitti in tutti i settori aumentino di circa il 3% l’anno in tutta l'area Euro. L'aumento in Italia e Francia sembra essere leggermente in ritardo, anche a causa della minor crescita dell’occupazione.
Tarrant Parsons, economista di RICS, commenta così le prospettive dell’Europa: “i segnali positivi provenienti dai dati economici sono stati accompagnati da un rapido miglioramento della fiducia nel settore degli immobili commerciali, come dimostrano i risultati del Global Commercial Property Monitor di RICS. Infatti, dal 2015, i mercati europei hanno fatto registrare costantemente alcuni tra i migliori risultati a livello mondiale, trainando il sentiment degli occupier e degli investitori. In effetti, gli ultimi dati forniti dai sondaggi sugli investimenti condotti nell’Eurozona indicano una rivalutazione annuale del capitale del 5% circa nei primi nove mesi di quest’anno.”
Accanto a una domanda interna solida, nel corso degli ultimi mesi abbiamo assistito a una certa ripresa del mercato globale. A marzo i volumi degli scambi a livello mondiale hanno registrato un’accelerazione al 5,6% su base annua, il tasso di crescita più elevato dal 2011. l’Eurozona, in quanto grande esportatore netto di beni e servizi, nel suo complesso, dovrebbe trarre profitto da un aumento sostenuto della crescita globale. In particolare, la Germania otterrebbe benefici sensibili dalla ripresa del commercio mondiale. Infatti, il settore manifatturiero tedesco rappresenta il 23% della produzione complessiva dell'economia (contro il 12% degli Usa e il limitato 10% del Regno Unito), mentre nel 2016 il Paese ha registrato un avanzo della bilancia commerciale di 253 miliardi di euro.

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