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Mediazione creditizia: la presa di posizione della Fiaip

di Pierpaolo Molinengo

Pronti partenza via. Siamo ad un passo dalla rivoluzione del credito al consumo. Con il decreto legislativo di attuazione della direttiva comunitaria, che è in questi giorni sui tavoli ministeriali, verrà modificata la disciplina degli operatori finanziari e dei mediatori creditizi.
Un'operazione che lascia alquanto perplessi gli addetti ai lavori. La paura è quella che 60.000 imprese che operano nel settore chiudano i battenti. Secondo le stime della Fiaip, molte aziende piccole e medie rischiano di sparire nel caso in cui il Governo decida di approvare in Consiglio dei Ministri il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa al credito al consumo e alla modifica della disciplina legislativa degli operatori finanziari e dei mediatori creditizi.
«Si vuole uniformare il mercato del credito a mere logiche commerciali di alcune grandi banche – spiega il Presidente Fiaip Paolo Righi – con la finalità di escludere dal mercato i mediatori creditizi, discriminando allo stesso tempo quegli istituti bancari di piccole dimensioni che si avvalgono delle reti terze come modello strutturale per la loro crescita. Se verrà attuata questa riforma un consumatore non potrà più scegliere e confrontare le offerte dei vari istituti di credito». Il decreto inoltre impedirà agli agenti immobiliari di segnalare mutui alla propria clientela, se funzionali alla compravendita, sebbene la riforma venga giustificata con la necessità di dare una maggiore professionalità per gli operatori

finanziari e creditizi.
«Il Governo toglie – sottolinea il presidente Fiaip Righi – la possibilità agli agenti immobiliari di segnalare mutui, e lascia al contempo la possibilità ai commessi delle grandi catene di distribuzione di operare indisturbati nel settore del credito al consumo, e segnalare finanziamenti alle famiglie».
La Fiaip ritiene che il decreto, ove venisse così approvato dal Consiglio dei Ministri, è in netto contrasto con la legge-delega e costituzionalmente illegittimo. Ciò inoltre penalizza oggi tutti i mediatori creditizi che operano nella forma di ditte individuali, e che domani saranno costretti a chiudere la propria attività. «In un momento di crisi, e di disagio sociale – puntualizza Righi – il Governo metterà sul lastrico 60.000 famiglie italiane che non potranno beneficiare di alcun ammortizzatore sociale».
Il relatore, On. Alessandro Pagano, nel corso di una dichiarazione rilasciata a MF ha comunque precisato: «l'obiettivo principale è quello di tutelare e garantire i consumatori. Qualora ciò non dovesse accadere saremo disponibili a ritornare sulla materia».


Investimenti in Europa:
le nubi possono agitare
il recupero nei volumi

Secondo le prime stime sul volume degli investimenti in Europa da DTZ, società di consulenza immobiliare globale, il volume totale degli investimenti diretti nel real estate in tutta l’Europa ha raggiunto € 21,4 miliardi nel secondo trimestre 2010, un incremento di 11% sui € 19,3 miliardi registrati nei primi tre mesi dell’anno. Le acquisizioni durante il trimestre sono state dominate dalle società private, compreso i gestori dei fondo di terzi, con gli acquisti che ammontano a € 10,1 miliardi. Gli investitori istituzionali sono sempre più attivi con € 2,9 miliardi degli acquisti, mentre le società quotate hanno rappresentato un ulteriore € 2,5 miliardi.
L'attività degli investitori interregionali ha registrato un aumento durante il trimestre, rappresentando il 19% delle acquisizioni. Soltanto gli investitori asiatici e del Medio-Oriente hanno investito € 1,5 e € 1,1 miliardi rispettivamente durante il trimestre per le acquisizioni, riflettente di un numero di deal di alto profilo nel periodo.




ALL'INTERNO  




In calo la domanda dei mutui nel primo semestre

Il volume della domanda complessiva di mutui da parte delle famiglie italiane nel primo semestre del 2010 ha segnato una contrazione del -2% rispetto allo stesso periodo del 2009, quando invece si era registrata una crescita di 4 punti percentuali rispetto ai primi sei mesi del 2008.
È evidente che il calo della domanda di finanziamenti da parte degli italiani sia strettamente legato alla crisi economica iniziata nella seconda metà del 2008 e, segnatamente per i mutui, le richieste sono tornate ai medesimi livelli del primo semestre 2007.
Nell'analisi di questi dati occorre però tenere in considerazione che la domanda è ancora sostenuta da surroghe e rinegoziazioni, che costituiscono ormai un fenomeno consolidato anche se con un peso meno consistente rispetto all'anno scorso, dal momento che già dall'ultimo bimestre del 2009 la quota di mutui di sostituzione risulta in netto

rallentamento rispetto ai mesi precedenti. Nel dettaglio, sulla base delle elaborazioni di CRIF Valutazione Immobili, nei primi sei mesi del 2010 l'incidenza delle sostituzioni è infatti stata pari al 13,8% del totale contro una media, per l'intero 2009, del 24%.
Questo è quanto emerge dal barometro CRIF della domanda di mutui, elaborato sulla base del patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 74 milioni di linee di credito.
Per quanto riguarda il mese di giugno 2010, la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane ha fatto registrare un -4% rispetto allo stesso mese del 2009 (dato ponderato sui giorni lavorativi), confermando un trend di contrazione che perdura ormai da diversi mesi.
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(Formato: PDF, peso del file: 162 Kb)

 
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