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| Tecnocasa analizza il mercato di Napoli |
Nel corso del primo semestre del 2009 le quotazioni immobiliari di Napoli sono diminuite del 3.8%. Nelle zone centrali del capoluogo partenopeo si registra una contrazione delle quotazioni del 3.9% che ha interessato in particolar modo le zone di Centro-Duomo e di Monteoliveto.
Nel Centro storico di Napoli, intorno al Duomo, le quotazioni delle abitazioni sono in ulteriore ribasso. La zona offre immobili dai tagli grandi, 150-160 mq che, da ristrutturare, costano intorno a 1500 € al mq per arrivare a 2000 € al mq se già ristrutturati. Si conta una buona presenza di investitori, quasi sempre napoletani, dal momento che ci sono numerose facoltà universitarie che insistono in zona. Con questa finalità si cercano soprattutto monolocali acquistabili a prezzi medi di 80-90 mila €.
Su corso Umberto I, via Benedetto Croce e via San Gregorio Armeno si registra la presenza di soluzioni signorili, palazzi nobiliari con ingressi decorati, appartamenti da 200-400 mq con travi a vista di cui alcuni soggetti anche al vincolo delle Belle Arti. Per una tipologia ristrutturata si possono raggiungere anche quotazioni di 4000 € al mq. Nella restante parte del quartiere ci sono immobili privi di ascensore, poco luminosi perché inseriti all'interno di vicoli, il cui stato di conservazione spesso è da migliorare.
Cliccare qui per scaricare il report Tecnocasa
(Formato del file: PDF, Peso del file: 71Kb) |
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In crescita la quota di mercato
Delle banche straniere |
di Pierpaolo Molinengo
Banche estere sempre più attive in Italia verso le famiglie. E' quanto emerge dall'intervento del Vice Dg di Bankitalia, Anna Maria Tarantola tenuto all'Aibe (l'Associazione fra le Banche Estere in Italia).
Nel primo semestre di quest'anno le quote di mercato sui mutui e sui prestiti personali si sono collocate, rispettivamente, intorno al 15 e al 28 per cento (erano lo 0,2 per cento e il 7,7 per cento nel 1990).
Una evoluzione «accompagnata anche da innovazioni nelle caratteristiche dei contratti, durate più lunghe, massimali di erogazione più ampi e maggiore percentuale di rischi finanziari rispetto alla media italiana» spiega Tarantola.
Anche la raccolta da clientela è aumentata, sebbene a ritmi più contenuti rispetto agli impieghi (dal 1990 al 2008 la quota è salita dall'1 per cento ad oltre il 9 per cento).
L’Abi aggiunge nel rapporto mensile di novembre che in Italia i finanziamenti bancari destinati alle famiglie hanno manifestato nell'ultimo periodo una dinamica in accelerazione, in controtendenza rispetto a quanto mostrato dagli altri sistemi bancari europei, ed è principalmente concentrata nel mercato dei mutui per l'acquisto di abitazioni. L’Abi spiega che in settembre, complice il livello dei tassi ai minimi storici, il tasso di crescita tendenziale dei finanziamenti alle famiglie è stato di +3,6% in Italia, contro il +1,6% del settembre 2008 e il -0,7% valore minimo del novembre 2008.
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| ALL'INTERNO |
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Lasciare il nido:
Casa.it svela sogni e bisogni dei giovani italiani |
I giovani e il nido domestico: come cambiano i comportamenti di chi desidera lasciare casa per iniziare una nuova vita? Casa.it lo svela attraverso la survey “Lasciare il nido e spiccare il volo verso nuovi… appartamenti”.
A che età si diventa grandi? L’indagine individua due fasce di età in cui è più frequente lasciare la casa dei genitori per cercare la propria autonomia: il 27,5% del campione compie il grande passo tra i 20 e i 25 anni e il 24,4% rimanda la scelta tra i 25 e i 30 anni. Significativa anche la percentuale di coloro che abbandonano il nucleo familiare più tardi, tra i 30 e i 35 anni, forse in attesa di raggiungere una maggiore capacità economica (18,2%). Non mancano inoltre casi di giovani molto precoci o di adulti molto “rilassati”: il 15,7% spicca il volo a meno di 20 anni, mentre il 14,1% si attarda oltre i 35.
Lo studio Casa.it conferma lo scenario europeo: Italia, Spagna e Grecia risultano infatti i Paesi in cui l’età media dei giovani che lasciano la casa natia è più alta, mentre i ragazzi più emancipati sono quelli del Nord Europa (Finlandia, Danimarca e Olanda), che abbandonano le pareti domestiche a 22 anni.
A seguire gli inglesi a 23, i francesi a 24 e i tedeschi a 25 anni.
A conferma della natura romantica del nostro Paese, il dato sulle motivazioni alla base della scelta di lasciare la casa natale: la maggioranza lo fa per costituire un proprio nucleo familiare attraverso il matrimonio (30%) o la convivenza (16,8%). Nonostante la vita di coppia sia spesso alla base della decisione, si sta però affermando un crescente bisogno di indipendenza che spinge i giovani a cercare una prima sistemazione a prescindere dall’anima gemella (26,6%).
Altri fattori determinanti sono il lavoro (14,7%) e lo studio (9%), che spesso richiedono trasferimenti in città diverse dal proprio paese natale.
Cliccare qui per scaricare il comunicato completo
(Formato del file: PDF, Peso del file: 16Kb) |
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