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Spariranno gli studi di settore

Di Pierpaolo Molinengo

Il ministero dell'economia avvia il superamento degli studi di settore, che ora diventano indicatori di compliance. Alla definizione dei nuovi strumenti, voluti dal Tesoro per sottolineare l'importanza dell'adempimento spontaneo agli obblighi fiscali, in linea con i principi della riforma fiscale realizzata negli scorsi mesi, sono impegnate la Sose (Soluzioni per il sistema economico Spa) e l'Agenzia delle entrate.
“L’indicatore di compliance – spiega il Ministero - è un dato sintetico che fornisce, su scala da uno a dieci, il grado di affidabilità del contribuente. Se il contribuente raggiunge un grado elevato avrà accesso al sistema premiale che prevede oggi, tra l’altro, un percorso accelerato per irimborsi fiscali, l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità. Il nuovo indicatore sarà articolato in base all’attività economica svolta in maniera prevalente, con la previsione di specificità per ogni attività o gruppo di attività. Verrà costruito sulla base di una metodologia statistico-economica innovativa che prende in considerazione molteplici elementi: gli indicatori di normalità economica (finora utilizzati per la stima dei ricavi) diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità; invece dei soli ricavi saranno stimati anche il valore aggiunto e il reddito d’impresa; il modello di regressione sarà basato su dati panel (8 anni invece di 1) con più informazioni e stime più efficienti; il modello di stima coglierà l’andamento ciclico senza la necessità di predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali (cd correttivi crisi); una nuova metodologia di individuazione dei modelli organizzativi consentirà la tendenziale riduzione del numero, una maggiore stabilità nel tempo e assegnazione più robusta al cluster”.
“Al singolo contribuente – conclude il Ministero – saranno comunicati, attraverso l’Agenzia delle Entrate, il risultato dell’indicatore sintetico e le sue diverse componenti, comprese quelle che appaiono incoerenti. In questo modo il contribuente sarà stimolato ad incrementare l’adempimento spontaneo e incentivato a interloquire con l’Agenzia delle Entrate per migliorare la sua posizione sul piano dell’affidabilità”.
“Siamo solo all’inizio di un percorso virtuoso – ha dichiarato il Presidente Nazionale Fiaip Paolo Righi - che deve vedere contribuenti e Agenzia delle Entrate collaborare, per giungere ad una equità fiscale che gli studi di settore nella loro applicazione non consentivano. Tutte le associazioni che collaborano con il SOSE da tempo chiedevano un cambio di rotta, un plauso quindi anche al MEF per aver tradotto in un atto pratico le indicazioni della platea contributiva”.
Fiaip auspica che il periodo sperimentale degli indicatori di compliance sia il più breve possibile, al fine di eliminare completamente un’ attività fiscale che nel tempo ha vessato il popolo delle Partite Iva.
Il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo, dichiara: “sono decine e decine di migliaia i piccoli imprenditori, gli artigiani e i commercianti che in questi anni con l’attivazione degli studi hanno dovuto chiudere i battenti”.
Tuttavia, dalla CGIA chiedono una grande attenzione. “Non vorremmo passare dalla padella alla brace – prosegue Zabeo – e il nuovo indicatore di affidabilità fiscale non comporterà una diminuzione del carico fiscale e una importante semplificazione burocratica nei rapporti tra fisco e contribuente non servirà a nulla. Per questo è importante che in questa fase di costruzione del modellino statistico-econometrico anche le associazioni di categoria dei lavoratori autonomi siano chiamati al tavolo per tarare in maniera più soft possibile questo nuovo strumento fiscale”.

Con il taglio dell'Ires agevolate le grandi imprese: meno tasse per 4 miliardi

Venerdì 23 Settembre 2016 | tasse, soldi, famiglie
Se verrà confermata la riduzione al 24 per cento dell’aliquota Ires (Imposta sui redditi delle società), come per altro già prevista dall’ultima legge di Stabilità, dal 2017 le imprese, soprattutto quelle di grandi dimensioni, risparmieranno circa 4,1 miliardi di euro di tasse.
A dare la notizia è l’ufficio studi della CGIA che, dopo l’annuncio dato quest’oggi dal Premier Renzi, ha fatto subito i conti per capire quali potrebbero essere gli effetti di questo taglio delle tasse.
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La casa nel mondo

Venerdì 23 Settembre 2016 | edilizia, immobliare, investimenti
Secondo Tecnocasa, i prezzi delle abitazioni a Città del Messico sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. L'area della città in cui si riscontra maggior interesse continua ad essere quella centrale, dove è presente un'elevata concentrazione di tipologie medio-usate (si considera usato un immobile costruito da più di 2 anni). Per vendere casa servono circa 60 giorni. La maggior parte delle richieste è per l'acquisto, meno per l'affitto.
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